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Mastoplastica additiva mini-invasiva

Tecnica Motiva® Preservé™: l’approccio “tissue-preserving” del Dott. Napoli

mastoplastica additiva mini-invasiva

Quando una paziente cerca online “mastoplastica additiva mini-invasiva”, di solito sta esprimendo un desiderio molto chiaro: aumentare il volume del seno con un risultato naturale, limitando il più possibile trauma sui tessuti, cicatrici visibili e tempi di recupero. Negli ultimi anni, proprio su questa esigenza si è sviluppata una nuova filosofia chirurgica: non “fare di più”, ma fare meglio, rispettando l’anatomia e lavorando con precisione.

In questo contesto si inserisce Motiva® Preservé™, un protocollo che punta alla preservazione dei tessuti (“tissue preservation”) e a un impatto chirurgico ridotto rispetto a una mastoplastica additiva convenzionale, grazie a strumenti e passaggi dedicati.

Che cosa significa davvero “mini-invasiva” nella mastoplastica additiva

“Mini-invasiva” non vuol dire “intervento semplice” o “privo di rischi”: vuol dire che, nelle pazienti adatte, si può eseguire l’aumento del seno con un approccio che limita la dissezione dei tessuti e mira a una guarigione più confortevole.

In pratica, l’obiettivo è:

  • utilizzare un’incisione più contenuta (in molti protocolli nell’ordine di 2,5–3 cm, spesso nel solco sottomammario);
  • creare un alloggiamento per la protesi con manovre più “gentili”, riducendo taglio e scollamento esteso;
  • ottenere un risultato estetico naturale con un decorso tendenzialmente più rapido, senza forzare i limiti anatomici.

Motiva® Preservé™: in cosa consiste e perché è diverso dall’approccio tradizionale

Preservé™ è presentata come una tecnica “low-impact” che mira a preservare il più possibile l’anatomia del seno, puntando su un gesto chirurgico accurato e su un set tecnologico dedicato.

Il concetto chiave: creare un “nido” anatomico, non un “vuoto” traumatico

Nei materiali informativi e nei protocolli descrittivi della procedura si parla spesso di un alloggiamento (“nest”) ottenuto con strumenti specifici, anche tramite dilatazione controllata (balloon dissector) invece di una dissezione ampia tradizionale. Questo approccio mira a ridurre lo stress sui tessuti e a favorire una stabilità più fisiologica della protesi nella tasca mammaria.

Incisione ridotta: cicatrice più discreta (quando l’anatomia lo consente)

Uno dei punti di attrazione della mastoplastica mini-invasiva è la cicatrice più corta, spesso ben nascosta nel solco. Motiva®, ad esempio, descrive il concetto di incisione “MinimalScar®” intorno ai 2,5 cm in contesti selezionati.

Che ruolo hanno le protesi Motiva® nel protocollo Preservé™

Nel protocollo Preservé™ si fa riferimento a impianti Motiva® di nuova generazione, progettati per offrire morbidezza e movimento naturale e, in alcune linee, una particolare attenzione alla riduzione di fenomeni come il “rippling” in pazienti idonee (tema comunque multifattoriale).

In termini pratici, durante la visita con il Dott. Umberto Napoli la scelta dell’impianto non si riduce a “marca e modello”, ma si basa su:

  • base del seno e proporzioni toraciche,
  • qualità e spessore dei tessuti,
  • obiettivo estetico (naturale vs più evidente),
  • stabilità del pocket nel tempo.

A chi è indicata la mastoplastica additiva mini-invasiva (e a chi no)

La mini-invasività funziona bene quando la paziente rientra nei criteri corretti. In generale, un approccio tipo Preservé™ è spesso considerato più adatto quando:

  • si desidera un aumento moderato e proporzionato;
  • i tessuti hanno buona qualità e copertura sufficiente;
  • non è necessaria una correzione importante di ptosi (seno “svuotato e sceso”) o deformità complesse.

Al contrario, può non essere la prima scelta quando:

  • serve un aumento molto importante di volume;
  • sono presenti ptosi marcata, cute molto rilassata o grande instabilità del solco;
  • si tratta di mastoplastica secondaria complessa (capsula problematica, malposizioni importanti, esiti chirurgici).
    In questi casi, l’approccio “giusto” è quello che massimizza la prevedibilità e la stabilità, anche se richiede una strategia diversa dalla mini-invasività.

Anestesia e comfort: cosa aspettarsi davvero

Nella comunicazione internazionale su Preservé™ si parla spesso di procedure eseguite con sedazione e, in alcuni contesti, senza anestesia generale.
Detto in modo corretto e clinico: la tecnica anestesiologica è sempre una scelta medica, condivisa con l’anestesista e basata su sicurezza, durata prevista, condizioni della paziente e complessità dell’intervento. L’obiettivo del Dott. Napoli è garantire un’esperienza controllata e confortevole, senza scorciatoie.

Recupero dopo mastoplastica mini-invasiva: tempi, sensazioni, gestione pratica

Uno dei motivi per cui molte pazienti valutano l’aumento seno mini-invasivo è la prospettiva di un decorso più “snello”. Nella pratica, il recupero dipende da anatomia e piano chirurgico, ma l’impostazione mini-invasiva tende a puntare su:

  • tensione e indolenzimento più gestibili (nelle pazienti idonee);
  • rientro graduale alle attività quotidiane in tempi spesso più rapidi rispetto a tecniche più aggressive;
  • attenzione a reggiseno post-operatorio, postura, movimenti delle braccia e follow-up programmato.

Il punto essenziale: anche quando il decorso è veloce, i tessuti hanno bisogno di settimane per assestarsi. La “mini-invasività” migliora l’esperienza, ma non cancella la fisiologia della guarigione.

Sicurezza e trasparenza: mini-invasivo non significa “banale”

Qualunque mastoplastica additiva, anche mini-invasiva, comporta rischi possibili (ematoma, sieroma, infezione, contrattura capsulare, asimmetrie, malposizioni, necessità di revisioni). Il valore di un percorso ben fatto sta in:

  • corretta selezione della candidata,
  • tecnica meticolosa,
  • controlli seri e continuità assistenziale.

Il metodo del Dott. Napoli: naturalezza, proporzioni e stabilità nel tempo

Quando propongo una mastoplastica additiva mini-invasiva con Motiva® Preservé™, lo faccio con un criterio semplice: deve essere la scelta migliore per quella paziente, non la più “alla moda”. La visita serve a definire:

  1. obiettivo estetico realistico,
  2. misurazioni e limiti anatomici,
  3. scelta della protesi e del pocket più adatti,
  4. un piano di recupero coerente con lavoro, sport e vita quotidiana.